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Perché le tecniche per smettere di procrastinare non funzionano per me? Perché non riesco a smettere di procrastinare?

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Tutti procrastiniamo. Ma non siamo tutti uguali.

E’ una sensazione che abbiamo sentito tutti ad un certo punto della nostra vita: sappiamo che dovremmo fare qualcosa, come uscire di casa presto, preparare per tempo un incontro importante, o semplicemente mettere la crema prima di andare a letto, ma non ci riusciamo. Non ci riusciamo proprio. Non importa quanto sia chiaro nella nostra testa (“Devo fare XYZ, lo farò adesso”), semplicemente non troviamo il modo di iniziare.

Questo articolo riassume i motivi principali per cui le persone procrastinano, si concentra sui costi che la procrastinazione ha per noi (alcuni sono chiari, altri un po’ meno) e propone semplici steps per provare a rompere la ‘maledizione di inattività’ che ogni tanto proviamo.

3 motivi comuni della procrastinazione e un Super Motivo Extra

Il fatto che ogni tanto TUTTI procrastiniamo è un dato di fatto. Il perché della procrastinazione deriva dai tre principali problemi cognitivi:

  1. La meta poco precisa e la strada poco visibile

Tendiamo a pensare che i nostri obiettivi siano chiari e ben definiti. Tuttavia, spesso non è così. Il fatto che non riusciamo a fare qualcosa che avevamo pianificato può essere un segno di un obiettivo che è stato stabilito senza tutti i dettagli specifici di cui la nostra mente ha bisogno per agire. Se pensi di dover riordinare il ripostiglio, potresti ritrovarti a NON riordinarlo per molto tempo. Tuttavia, se pianifichi l’attività in una fascia oraria, in un giorno specifico e la segni sul tuo calendario, le possibilità di continuare a rimandare la pulizia alle calende greche si riduce parecchio e la tua motivazione aumenta in modo esponenziale grazie a una sequenza temporale chiara, misurabile e obiettiva.

  1. Perfezionismo

Sembra surreale che il desiderio di fare qualcosa davvero bene, invece di contribuire al nostro successo, renda qualsiasi azione difficile o addirittura impossibile. Ma pensa, se al subconscio viene assegnato un obiettivo binario (“Solo i risultati perfetti o eccellenti sono considerati validi”), spesso sceglie di non provarci nemmeno. E proprio così, invece di ispirarci a perseguire la vera eccellenza in quello che abbiamo da fare, il perfezionismo ci ferma prima della linea di partenza, rendendoci completamente incapaci di iniziare.

  1. Paura della critica e del giudizio

Se la nostra testa proietta scenari catastrofici di ciò che potrebbe accadere se i risultati delle nostre azioni fossero rifiutati da chi ci circonda, la nostra capacità di agire diminuisce o addirittura sparisce totalmente. Più è importante per noi l’accettazione e l’approvazione degli altri, più potremmo ritrovarci a rimandare un compito o un’azione, se in fondo abbiamo paura che il risultato possa non essere quello che gli altri vogliono, si aspettano o approvano.

I Super Procrastinatori Selettivi

Tutto quello che ci siamo detti finora è vero e si applica alla maggior parte dei procrastinatori. Tuttavia, vorrei attirare la tua attenzione verso un motivo meno comune ma estremamente potente per cui alcuni di noi sono dei Super Procrastinatori: in alcune aspetti della nostra vita sembriamo essere completamente immuni a tutti i piccoli suggerimenti e tecniche di “anti-procrastinazione” che si trovano ovunque su Internet. I Super Procrastinatori non riescono ad applicare nessuno dei consigli standard che sembrano funzionare per il resto del mondo. La loro è una Procrastinazione Selettiva – usiamo questo termine per descrivere un caso in cui una persona produttiva ed efficiente in tanti aspetti e aree della vita trova estremamente difficile o impossibile avere lo stesso livello di efficacia in un altro settore della sua vita.

Per esempio un grande manager, capace di gestire persone e progetti non sembra essere in grado di seguire una dieta sana, fare esercizio fisico, dormire o implementare routine di cura di sé. La Procrastinazione Selettiva può essere particolarmente difficile da interrompere se la persona soffre di C-PTSD : il Disturbo Complesso dallo Stress Post-Traumatico. Questa complessa struttura emotiva è il frutto straziante dell’abuso verbale, emotivo o fisico e dell’abbandono che alcuni di noi hanno vissuto durante l’infanzia. Puoi leggere di più a riguardo qui: Cos’è il C-PTSD.

Per chi ha avuto un’infanzia segnata dalla assenza, lontananza o mancata attenzione dei genitori ci sono due fattori aggiuntivi che rafforzano le tre ragioni comuni descritte prima:

  • Critico interiore: il portavoce del perfezionismo

Un cervello che soffre di C-PTSD porta il perfezionismo a un livello veramente stratosferico. In una certa misura, tutti noi vogliamo avere successo al lavoro e nella nostra vita privata, ma la necessità di fare una performance perfetta è fondamentale quanto l’ossigeno per le persone marcate da C-PTSD. Il loro mantra interiore potrebbe essere riassunta come: Sii perfetto o niente affatto.

Una persona segnata dalla sofferenza emozionale o dal mancato affetto o sicurezza nella infanzia può sentire una voce nella sua testa che chiede costantemente perché non può fare di meglio, perché non è meno questo o più quello. Chi entra nella vita adulta con C-PTSD non riesce a essere soddisfatto con quello che fa, così come non riesce a godersi i risultati che raggiunge o vedere il valore di quello che sa fare . C-PTSD ha un nome per quella voce interiore incessante e crudele: il critico interiore . Il coaching o una terapia orientata all’uscita del trauma infantile possono rivelarsi l’unico modo per comprendere appieno i componenti del Critico Interiore e metterlo a tacere.

  • Proiezione Delle Catastrofi 

Proprio come il C-PTSD fa aumentare il perfezionismo, la paura delle critiche cresce fino a diventare gigante quando in passato soffrivamo di amore condizionato o se non ci sentivamo accettati o visti dai nostri genitori quando eravamo piccoli. Quando affrontiamo la visione di tutte le catastrofi possibili, la mancanza di azione è una sorta di misura protettiva: se cercare di raggiungere il nostro obiettivo può portare all’Armageddon, non fare nulla sembra una scelta molto più sicura, non sei d’accordo?

Costi della Procrastinazione: Diretti e Indiretti

A prima vista potrebbe sembrare che il costo principale della procrastinazione sia che NON ABBIAMO FATTO qualcosa e le conseguenze dirette sono solo quelle che derivano da un’azione mancante. Questo può ovviamente essere vero in molte situazioni: se procrastiniamo quando dobbiamo alzarci presto, il costo sarà arrivare in ritardo a una riunione o perdere un treno. Ma questa definizione del costo – diretto e immediato non è applicabile a quando procrastiniamo altre cose come: cura di sé, esercizio quotidiano o controlli medici di routine: saltare un giorno o una settimana di una sana routine non può portare alle stesse terribili conseguenze di non arrivare a una riunione in tempo.

I veri costi della procrastinazione non sono quindi solo le conseguenze della nostra mancanza di azione, ma piuttosto come ci fa sentire e come influisce sul nostro monologo interno.

Per le persone con C-PTSD, procrastinare può trasformarsi in una sorta di paralisi proprio perché hanno la tendenza a criticare se stesse in un modo spietato e costante e ad alzare l’asticella incredibilmente in alto per dimostrarsi degni dell’amore, del rispetto e dell’accettazione di cui sono stati privati quando erano piccoli.

I costi sono quindi davvero alti – paghiamo la procrastinazione con la valuta più preziosa di tutte – la nostra autostima. I costi meno diretti sono altrettanto preoccupanti: la procrastinazione genera ulteriore procrastinazione. Più rimandiamo qualcosa, più ci sgridiamo, più ci diciamo che non è normale che ci voglia così tanto tempo per una cosa così banale, più complicata diventa qualsiasi azione. Nei casi più gravi, i cicli di inattività possono durare per settimane, a volte mesi e in passato alle persone che soffrivano di C-PTSD veniva diagnosticata erroneamente una pletora di problemi mentali per giustificare e spiegare perché alcuni di loro non riescono ad agire in determinati aspetti e ambiti della loro vita.

Come spezzare La Ruota Della Procrastinazione una volta per tutte?

Se hai avuto un’infanzia felice, genitori “abbastanza bravi” e la tua autostima non è un punto debole per te, puoi provare le strategie anti-procrastinazione descritte magistralmente da James Clean nel suo bellissimo libro “Atomic Habits”. Puoi seguire un corso di gestione del tempo o consultare un coach per ottenere alcune tecniche più personalizzate, assicurarti di avere un approccio positivo verso il cambiamento e essere pronto ad attivare lo stato d’animo di osservazione consapevole per identificare e individuare tutte le nuove abitudini che desideri implementare o vecchie abitudini che vorresti interrompere.

I tre componenti chiave per interrompere un ciclo di procrastinazione sono: consapevolezza, mentalità positiva e nuove strategie o esperimenti comportamentali che siamo disposti a mettere in pratica per selezionare quelli che funzionano meglio.

Tuttavia, se il cervello usa la procrastinazione come un modo per limitare gli attacchi di un critico interiore che deriva da un latente C-PTSD, dobbiamo adottare un approccio leggermente diverso per passare all’azione. Dovremmo iniziare ad esplorare il motivo per cui il nostro ego trascurato potrebbe usare la procrastinazione per proteggerci dalle critiche, dal rifiuto o dalla nostra stessa imperfezione. Dobbiamo aprire un percorso di compassione e accettazione di sé così assoluto e onnicomprensivo da spezzare le paure che ci fanno scegliere la procrastinazione come nostro scudo. La guida di un coach o terapeuta specializzato nel trauma potrebbe essere un elemento necessario all’inizio, ma lentamente troveremo un monologo interiore più amorevole e meno crudele che renderà il fatto di agire meno pericoloso per noi, spezzando così il ciclo della procrastinazione una volta e per tutti.

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